Il primo gruppo di volontari pastorali dell'ospedale che hanno ricevuto il mandato lo scorso mese di gennaio
«La risposta cristiana al mistero della morte e della sofferenza non è una spiegazione, ma una Presenza».
C. Saunders, Watch with Me: Inspiration for a life in hospice care
«I luoghi in cui si soffre sono spesso luoghi di condivisione, in cui ci si arricchisce a vicenda. Quante volte, al capezzale di un malato, si impara a sperare! Quante volte, stando vicino a chi soffre, si impara a credere! Quante volte, chinandosi su chi è nel bisogno, si scopre l’amore! Ci si rende conto, cioè, di essere “angeli” di speranza, messaggeri di Dio, gli uni per gli altri, tutti insieme: malati, medici, infermieri, familiari, amici, sacerdoti, religiosi e religiose; là dove siamo: nelle famiglie, negli ambulatori, nelle case di cura, negli ospedali e nelle cliniche. Ed è importante saper cogliere la bellezza e la portata di questi incontri di grazia e imparare ad annotarseli nell’anima per non dimenticarli: conservare nel cuore il sorriso gentile di un operatore sanitario, lo sguardo grato e fiducioso di un paziente, il volto comprensivo e premuroso di un dottore o di un volontario, quello pieno di attesa e di trepidazione di un coniuge, di un figlio, di un nipote, o di un amico caro. Sono tutte luci di cui fare tesoro che, pur nel buio della prova, non solo danno forza, ma insegnano il gusto vero della vita, nell’amore e nella prossimità (cfr Lc 10,25-37)».
Papa Francesco, Messaggio per la XXXIII Giornata Mondiale del malato
I volontari pastorali della Parrocchia ospedaliera sono innanzitutto discepoli del Signore Gesù, cioè giovani, uomini e donne che seguono il Maestro nell’ascolto della sua parola, nella celebrazione dei sacramenti e nell’annuncio del suo Vangelo, scegliendo di dedicare gratuitamente una parte del loro tempo a quei fratelli e sorelle che vivono un tempo di malattia all’interno dell’ospedale.
Come discepoli si fanno prossimi a tutte quelle situazioni di sofferenza (fisica, psichica e spirituale) che incontrano in ospedale, non per essere una risposta alle molte domande che possono sopraggiungere in una situazione di dolore, ma per curare chi soffre attraverso la condivisione di un cammino finalizzato a ri-trovare le risorse umane e spirituali per vivere questa esperienza.
Fanno riferimento alla Parrocchia della cappellania ospedaliera, agiscono come comunità orante che cammina insieme, si sentono parte della Chiesa tutta e in sintonia con ogni fratello e sorella che condivide questa chiamata al servizio dell’umana fragilità.
La Parrocchia Ospedaliera permette ai volontari di operare all’interno della struttura sanitaria coperti da assicurazione e monitorati in ogni adempimento richiesto.
Sono richieste al candidato volontario capacità di ascolto, desiderio di incontro e la disponibilità a visitare i ricoverati ogni una o due settimane, in base alle proprie possibilità.
La formazione prevede la partecipazione a un corso iniziale e un incontro mensile con i cappellani e tutti i volontari.
Per informazioni o per fissare un colloquio di conoscenza contattare don Riccardo o don Gabriele