In occasione della canonizzazione abbiamo realizzato delle piccole icone partendo dalla nuova icona presente nella chiesa ospedaliera nella cappella del Santissimo sacramento.
La confezione contenente l'iconcina è in vendita presso la chiesa, chiedendo ai cappellani, al prezzo di €12.
dimensioni: cm 17,5x13
LA NUOVA ICONA DI CARLO ACUTIS
La parola all'artista (Anna Maria Colombo)
LO STUDIO DELL'ICONA:
Lo studio di questa icona non è stato facile perché siamo troppo abituati alla fotografia. La strada che ho seguito è stata quella di conoscere Carlo. Un ragazzo quindicenne come tanti. Mi sono documentata sulla sua vita, le sue attività, i suoi pensieri; ho scoperto una persona giovane, ma molto matura per la sua età e questo mi ha stupito, inoltre fortemente credente, altruista, sempre pronto ad aiutare i più deboli. Anche a scuola lui difendeva sempre il compagno che veniva deriso. Poi ho voluto vedere l’ambiente nel quale ha vissuto, la Chiesa Parrocchiale da lui frequentatala, Santa Maria Segreta a Milano. Entrando in questa Chiesa ho visto, (a sinistra entrando), un altare laterale sopra il quale c’era un dipinto a lui dedicato ed un reliquiario. Mi sono fermata un attimo per una preghiera ed ho chiesto a lui un aiuto per poterlo rappresentare al meglio nell’icona. Inoltre ho dato uno sguardo anche nel luogo dove è sepolto, anche per vedere cosa indossa e vedere anche il suo volto non sorridente. L’icona non è un quadro e neanche la riproduzione in pittura della fotografia. Fare icone non è invenzione dei pittori, ma approvata legislazione della Chiesa Cattolica (Concilio Niceno II). Per l’iconografo è fondamentale seguire i modelli dell’antica tradizione iconografica cristiana. L’icona nasce nella preghiera e per la preghiera. L’iconografo invoca sempre il suo “Divino Maestro” (lo Spirito Santo) prima di iniziare il lavoro. “IL TUO VOLTO, SIGNORE, IO CERCO, NON NASCONDERMI IL TUO VOLTO” (SAL. 26). E’ giunto il momento di incominciare il disegno. Pertanto, dopo aver osservato e studiato alcuni particolari nelle fotografie di Carlo, mi accingo a ricercare il suo volto nelle immagini iconografiche del 13°/14° secolo. Come ho già detto impresa non facile (nelle icone non si ride). La mia attenzione però è andata sulla massa di capelli, mossi, di Carlo. Anche se c’è qualche capello riccio un po’ spettinato, nell’icona deve essere in ordine. Passiamo ora all’abbigliamento. La mia decisione è stata quella di rappresentarlo come è nel sarcofago. Felpa blu dalla quale fuoriesce il colletto bianco della polo. Anche per l’abbigliamento i modelli sono iconografici. Inoltre ho potuto simulare la chiusura lampo della felpa con un tiralampo. Praticamente lo stesso abbigliamento col quale Carlo si è presentato davanti al Signore.
LETTURA DELL’ICONA:
Carlo è a mezzobusto. La mano destra è in posizione di orante (in preghiera). Con la sinistra sostiene l’Eucaristia (da lui tanto amata da chiamarla “la mia autostrada per il cielo). Sopra di lui, dai cieli aperti la mano destra di Dio lo benedice. Vuole essere un segno di approvazione per la Chiesa Cattolica che lo eleverà sugli altari 7 settembre 2025. Nell’icona vediamo SAN CARLO ACUTIS nella luce Divina. La luce Divina è rappresentata dal fondo oro 23,75 carati. Il colore blu della felpa è dato dalla pietra di Lapislazzulo in purezza.
CONCLUSIONE:
Dopo tutto il cammino sopradescritto per cercare Carlo, posso dire di averlo trovato dentro di me e spero di essere riuscita a trasmettere questa presenza nell’icona affinché chi guarderà e pregherà davanti a questa icona possa a sua volta percepirla. Nel fare il disegno alcuni particolari affluivano nella mente poco per volta (molto lentamente). Mi piace pensare che Carlo mi abbia tanto aiutata.